Tipi di propoli in base all’origine geografica – quale scegliere per la produzione?

Nel commercio della propoli si utilizza molto spesso una suddivisione semplice: propoli polacca, brasiliana, argentina o uruguaiana. Per il trasformatore, tuttavia, questa classificazione non è sufficiente. L’origine botanica effettiva e la zona vegetazionale della materia prima forniscono molte più informazioni sul suo comportamento durante l’estrazione e la formulazione rispetto al semplice confine nazionale. Per questo motivo, una suddivisione razionale non dovrebbe basarsi esclusivamente sul Paese, ma sui tipi reali di materia prima.
Indice
- Propoli bruna di tipo europeo – il punto di riferimento per la maggior parte dei trasformatori
- Propoli verde brasiliana – quando serve un tipo specifico e non semplicemente una “propoli brasiliana”
- Propoli rossa brasiliana – una materia prima premium, esclusiva e nettamente più costosa
- Propoli bruna argentina e uruguaiana – un’alternativa più economica, ma che richiede maggiore cautela
- Quale tipo di propoli scegliere?
- Conclusioni
- FAQ
La conseguenza pratica più importante è che materie prime provenienti dallo stesso Paese possono talvolta avere caratteristiche completamente diverse e costituire, di fatto, prodotti differenti, come la propoli verde brasiliana e la propoli rossa brasiliana. In altri casi, invece, propoli provenienti da diversi Paesi dell’Europa centrale possono non presentare differenze percepibili. Ai fini produttivi contano soprattutto la solubilità, il profilo delle resine e dei composti fenolici, la ripetibilità dei lotti, la disponibilità, talvolta il colore, nonché il fatto che un determinato tipo venga acquistato come materia prima standard per la lavorazione oppure come ingrediente di un prodotto premium.
Propoli bruna di tipo europeo – il punto di riferimento per la maggior parte dei trasformatori
Per molte applicazioni industriali, la propoli bruna di tipo europeo rimane il punto di partenza più prevedibile. Si tratta della propoli proveniente dalla zona temperata europea. Nella letteratura questo tipo viene generalmente descritto come poplar-type propolis, ossia propoli di tipo pioppo, poiché la sua principale fonte botanica è costituita dalle resine dei pioppi, sebbene nella pratica possano contribuire anche altri alberi e arbusti presenti nella stessa area. Questo tipo di propoli è ampiamente diffuso in Europa, Nord America e in alcune parti dell’Asia. I suoi componenti tipici sono soprattutto flavonoidi, acidi fenolici e relativi esteri. È proprio questo il tipo a cui la maggior parte degli acquirenti fa riferimento quando parla semplicemente di “propoli”. Nella nostra attività non lo distinguiamo esclusivamente in base al Paese, ma anche secondo la classe qualitativa e il metodo di preparazione del lotto.
La specifica PR/EU1/40 comprende propoli proveniente dai Paesi dell’Unione europea, acquistata direttamente dagli apicoltori, sottoposta a una gamma più ampia di analisi e caratterizzata da una solubilità in etanolo di almeno il 55%, ossia da un contenuto di sostanze insolubili in etanolo non superiore al 45%. Nel processo di standardizzazione puntiamo a una frazione insolubile pari a circa il 40%. La materia prima ha un bell’aspetto ed è particolarmente adatta al confezionamento. Nell’offerta PROKIT questa classe è disponibile come voce commerciale distinta all’interno del gruppo delle propoli europee.
La specifica PR/EU/39 comprende anch’essa propoli proveniente dai Paesi dell’Unione europea, acquistata direttamente dagli apicoltori e sottoposta a una gamma più ampia di analisi, ma con una solubilità inferiore: almeno il 45%, ossia con un contenuto di sostanze insolubili in etanolo non superiore al 55%. Nella pratica di standardizzazione puntiamo a un contenuto di sostanze insolubili pari a circa il 50%. Si tratta quindi di una tipica seconda classe qualitativa secondo la norma polacca PN-R-78891. Sono visibili impurità meccaniche, motivo per cui raccomandiamo questo materiale per la produzione di estratti. Anche questa specifica è presente nell’attuale offerta PROKIT come classe distinta.
Una categoria separata è costituita dalla PR/ECZ/42, ossia propoli proveniente dalla zona climatica europea. Comprende non soltanto l’Unione europea, ma anche i Paesi limitrofi, tra cui Ucraina e Turchia. Acquistiamo questa materia prima in lotti misti all’ingrosso. La gamma delle analisi è più limitata e si concentra soprattutto sulla solubilità, che generalmente si colloca tra il 45% e il 55%. Di conseguenza, si tratta di un materiale più economico, ma disponibile in grandi quantità. Anche questo gruppo è commercialmente separato nell’attuale offerta PROKIT.
È importante sottolineare un aspetto: la propoli polacca non costituisce un tipo tecnologico distinto. È un caso particolare della propoli europea. Allo stesso tempo, molti acquirenti polacchi richiedono materie prime esclusivamente di origine nazionale, motivo per cui, su richiesta, prepariamo anche lotti composti al 100% da propoli polacca. Nella pratica, la grande maggioranza della propoli da noi venduta nelle classi PR/EU1/40 e PR/EU/39 è proprio propoli polacca, ma appartiene comunque alla più ampia famiglia della propoli europea.
Per il trasformatore ciò significa che, nel caso della propoli europea, non bisogna considerare soltanto il Paese di origine dichiarato, ma soprattutto la classe qualitativa, la solubilità, il metodo di acquisto della materia prima e la gamma delle analisi effettuate. Sono proprio questi elementi a determinare la prevedibilità del processo.
Propoli verde brasiliana – quando serve un tipo specifico e non semplicemente una “propoli brasiliana”
La propoli verde brasiliana non è semplicemente l’equivalente esotico della propoli europea. È un tipo botanico distinto, associato principalmente alla pianta Baccharis dracunculifolia. Nella letteratura e nel commercio questo tipo viene distinto proprio perché presenta un profilo chimico diverso da quello della propoli proveniente dalle zone temperate. La materia prima ha un colore verde-brunastro oppure olivastro, mentre l’estratto presenta tonalità verdi e un odore intenso e caratteristico. Il suo marcatore biochimico caratteristico è l’artepillina C, il cui contenuto nella specifica qualitativa PROKIT è definito a un livello minimo del 3,5%.
Dal punto di vista pratico, la propoli verde è consigliabile quando non interessa soltanto la “propoli in sé”, ma anche uno specifico marcatore commerciale e analitico, ossia l’artepillina C, nonché il profilo caratteristico della materia prima brasiliana. La letteratura descrive la propoli verde come ricca di fenilpropanoidi prenilati e alcune fonti menzionano, oltre all’artepillina C, anche baccharin, drupanina, acido caffeico e acido p-cumarico. Si tratta quindi di un profilo completamente diverso rispetto alla classica propoli di tipo pioppo.
È una scelta adatta per prodotti nei quali siano importanti l’origine brasiliana, un profilo chimico riconoscibile e la possibilità di fare riferimento a specifici marcatori della materia prima. Non può invece essere considerata un semplice sostituto della propoli europea. Produce un estratto diverso, presenta un colore diverso e risponde a differenti aspettative del mercato. Non è “lo stesso prodotto proveniente da un altro Paese”, ma una categoria distinta di materia prima.
Propoli rossa brasiliana – una materia prima premium, esclusiva e nettamente più costosa
La propoli rossa brasiliana costituisce un tipo ancora più chiaramente distinto. PROKIT indica per questa materia prima l’origine botanica Dalbergia ecastaphyllum, un colore dal rosso al rosso-bruno e un estratto etanolico rosso. La letteratura conferma che la propoli rossa brasiliana è associata alle resine di questa pianta e che si differenzia dalla propoli verde non soltanto per il colore, ma anche per le classi di composti predominanti nella sua composizione. Tra i suoi composti più caratteristici figurano gli isoflavonoidi e gli pterocarpani, mentre tra i marcatori vengono menzionati più frequentemente vestitolo, neovestitolo, medicarpina, formononetina e biochanina A.
Dal punto di vista del trasformatore, gli aspetti più importanti sono tre. In primo luogo, si tratta di una materia prima nettamente più costosa rispetto alle propoli brune standard. Nell’attuale offerta PROKIT, la propoli rossa brasiliana ha un prezzo significativamente superiore rispetto alla propoli europea, il che dimostra chiaramente che non è una materia prima di uso quotidiano, ma un materiale destinato ad applicazioni più selettive.
In secondo luogo, il prezzo più elevato non è casuale. Studi e rassegne indicano che la propoli rossa brasiliana è associata esclusivamente a una determinata area del Brasile nord-orientale, in particolare alla costa e alle zone di mangrovie dello Stato di Alagoas. Sono proprio la scala limitata e l’unicità dell’area di raccolta, insieme alla composizione biochimica irripetibile, a spiegare la sua posizione sul mercato. (PMC)
In terzo luogo, si tratta di una materia prima destinata a prodotti esclusivi e premium, rivolti agli intenditori, e non rappresenta la scelta ottimale quando il criterio principale è il costo della formulazione. Se l’obiettivo è creare un prodotto chiaramente distintivo, la propoli rossa è pienamente giustificata. Se invece si cerca semplicemente una propoli per un estratto classico, sarà generalmente una scelta troppo costosa.
Propoli bruna argentina e uruguaiana – un’alternativa più economica, ma che richiede maggiore cautela
Tra le propoli brune sudamericane è opportuno considerare separatamente Argentina e Uruguay, ma dal punto di vista pratico è utile discuterle insieme. Entrambe le origini possono risultare interessanti per i trasformatori alla ricerca di una materia prima più economica rispetto alla classica propoli europea. In entrambi i casi, tuttavia, la valutazione del lotto specifico è più importante del semplice nome del Paese.
L’Argentina è un Paese molto vasto che si estende notevolmente da nord a sud e comprende quindi diverse zone climatiche e differenti comunità vegetali. Questo si riflette concretamente sulla propoli. Le rassegne dedicate alla propoli argentina ne sottolineano la grande variabilità e indicano che nel Paese sono stati identificati diversi tipi di questa materia prima. Nella pratica ciò significa che la propoli argentina non presenta un unico profilo tecnologico uniforme.
Nel commercio, la propoli bruna argentina è spesso una delle varianti più economiche della propoli bruna. Per questo motivo alcuni trasformatori la utilizzano come sostituto conveniente della propoli europea. Questa strategia può essere giustificata, poiché i lotti di buona qualità possono essere molto simili alla propoli europea e risultare adatti alle medesime applicazioni. Non è tuttavia consigliabile darlo per scontato senza una valutazione preliminare del lotto.
Nel caso dell’Uruguay, la situazione è leggermente diversa. La letteratura indica che le possibili fonti botaniche della propoli uruguaiana comprendono, tra l’altro, eucalipti, pioppi, betulle e salici, mentre la composizione dei composti isolati presenta somiglianze con quella della propoli europea e cinese. Ciò spiega perché venga talvolta considerata una propoli bruna sudamericana relativamente vicina al tipo europeo. (PubMed)
La nostra esperienza dimostra tuttavia che la propoli uruguaiana può causare più problemi tecnologici di quanto suggerirebbe la sola somiglianza botanica. Alcuni lotti presentano una scarsa solubilità in etanolo al 70% e si comportano meglio soltanto con etanolo al 95%. Può inoltre accadere che, durante la concentrazione dell’estratto, si separino diverse fasi resinose, rendendo più difficile ottenere un semilavorato omogeneo.
Per questo motivo, sia nel caso della propoli argentina sia in quello della propoli uruguaiana, non raccomandiamo di effettuare acquisti basandosi esclusivamente sull’indicazione generale dell’origine. Si tratta di materie prime che possono essere molto convenienti dal punto di vista economico e, in alcuni casi, anche qualitativamente molto valide, ma richiedono una prova tecnica preliminare.
Quale tipo di propoli scegliere?
Se cercate una materia prima classica e prevedibile per estratti standard, capsule, formulazioni alimentari o cosmetiche, il punto di partenza più sicuro è la propoli bruna di tipo europeo.
Se sono importanti l’origine brasiliana, la specifica identità della materia prima e un marcatore chimico, vale la pena considerare la propoli verde brasiliana.
Se l’obiettivo è un prodotto di lusso e premium, basato su una materia prima rara, il candidato appropriato sarà la propoli rossa brasiliana. Occorre tuttavia accettare un costo della materia prima nettamente più elevato.
Se la priorità è il costo, si può considerare la propoli bruna proveniente dall’Argentina o dall’Uruguay.
Conclusioni
La suddivisione della propoli secondo l’origine geografica ha senso soltanto quando corrisponde a differenze reali nella materia prima. Per il trasformatore, più del semplice nome del Paese contano il tipo botanico, la solubilità in etanolo, la gamma delle analisi effettuate, la ripetibilità dei lotti e il comportamento durante la lavorazione. Per questo motivo, la propoli polacca e, più in generale, la propoli europea devono essere considerate un’unica famiglia tecnologica; la propoli verde e quella rossa brasiliane devono essere trattate come due tipi specialistici distinti; mentre le propoli brune provenienti da Argentina e Uruguay costituiscono alternative economicamente interessanti alla propoli europea, ma richiedono una valutazione più prudente dei singoli lotti.
FAQ
La propoli polacca costituisce un tipo distinto di propoli?
Non dal punto di vista tecnologico. È un caso particolare della propoli europea.
La propoli ucraina è diversa da quella polacca?
Dal punto di vista tecnologico e biochimico, no.
La propoli turca è diversa da quella polacca?
La differenza è minima e tecnologicamente irrilevante. Si tratta comunque di propoli bruna di tipo pioppo.
La propoli argentina può sostituire quella europea?
Generalmente sì, ma non in tutti i casi. È consigliabile acquistare prima un lotto di prova e verificarne l’idoneità per le proprie esigenze. L’odore e la tonalità possono essere differenti.
La propoli verde è davvero verde?
Non si tratta di un verde erbaceo, ma piuttosto di una tonalità verde del marrone. Su una superficie appena spezzata, il colore verde è più evidente. La tintura ha un colore simile a quello del tè verde. Tuttavia, l’odore pungente, il sapore e l’aspetto generale fanno sì che sia impossibile confonderla con qualsiasi altro tipo di propoli.
La propoli rossa è davvero un prodotto premium?
Sì. Ciò deriva sia dalla sua composizione biochimica e dalla limitata area di raccolta, sia dal livello dei prezzi nettamente più elevato nel commercio.
La propoli uruguaiana è adatta all’estrazione?
Sì, ma richiede cautela dal punto di vista tecnologico. Alcuni lotti si comportano meglio con etanolo al 95% che con etanolo al 70%.